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«Ho trasmesso informazioni e ho venduto idee». Così Sergio Fontegher Bologna riassume in Vivere su linee di confine (p. 149) le fasi della sua attività di intellettuale, la prima dedicata all’insegnamento universitario della storia del movimento operaio, la seconda alla consulenza professionale nell’ambito della logistica marittima e portuale.

Il volume di Andrea Giardina, Le parole del cane. L’immagine del cane nella letteratura italiana del Novecento (Firenze, Le Lettere, 2009, pp. 269) è un’occasione per riflettere su una fenomenologia che si sta imponendo nel panorama culturale contemporaneo: il misurarsi dell’identità del soggetto con il dominio del “non-umano”. Nel sistema di percezione del reale, per via di un sapere polimorfo che sconfina nei territori dell’antropologia e del pensiero (bio-)politico, si instaura un’interrogazione sul tema dell’identità…

«E pure mó lle chiàmene “biduìne». La poesia dialettale di Albino Pierro Scritto da Antonio Pio Rosano I due volumi pubblicati recentemente dalla casa editrice Carocci, Tutte le poesie a cura di Pasquale Stoppelli e Tutte le prose a cura di Giorgio Delia, sono testimonianza tangibile di un rinnovato interesse nei confronti della scrittura di Pierro, e in particolare, per quanto attiene al versante lirico della sua opera, di quella svolta dialettale del 1959-1960, ancora…

Nel panorama della poesia italiana contemporanea, alcune tra le voci più significative sono di donne: un dato tanto più rilevante se rapportato alla secolare scarsità dell’attenzione critica nei confronti della produzione poetica femminile. A questa marginalità storica il presente contrappone, sul piano quantitativo e qualitativo, un fenomeno di portata inedita.

Un cane morto. È quello che mi appare sullo schermo quando sul maledetto uozzap occhieggia il messaggino di xxx che mi dice, mai senza faccetta d’ordinanza, che «è morto Romano». Ingoio una smorfia e googlo «morte Luperini», ma la notizia non è ancora divulgata; spunta invece uno scritto brevissimo dello stesso Romano: non lo conoscevo, lo leggo, non riesco a non commuovermi. S’intitola appunto Morte di un cane, e per questo lo ha suggerito il…

È quasi d’obbligo, per tornare, una volta di più, a riflettere sulla “funzione-Petrarca” nella lirica del nostro primo Novecento [...] prendere le mosse da un presupposto come pochi altri consolidato e condiviso: quello della sua contrapposizione – emblematica, sia sul piano delle poetiche che su quello del canone a parte obiecti – alla “funzione-Dante”.

Una candela che brucia da ambo i lati

Scritto da - Domenica, 15 Febbraio 2026 12:59
Carmen Gallo traduce per BUR “Romeo e Giulietta”, facendocene riscoprire l’incandescente carnalità, antagonista di ogni necropolitica.

Come «squittenti bestiole del senso» Non c’è bisogno di conoscere il mito al completo e nemmeno gli antefatti della storia per godere dell’antica tragedia Filottete di Sofocle. Nel Prologo infatti Odisseo spiega a Neottolemo, che lo accompagna nell’impresa, tutto quello che il pubblico di ascoltatori o lettori ha bisogno di sapere: che Filottete è figlio di Peante, che Odisseo ricevette dai comandanti dei Greci l’ordine di abbandonarlo sull’isola di Lemno con una piaga purulenta al…