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“qualche cosa (una cosa), in me: (la cosa)”. Lingua e poesia in Edoardo Sanguineti
Scritto da Isabella Monte - Sabato, 16 Maggio 2026 12:14Se ne scrivono ancora: voci di donne nella poesia italiana contemporanea
Scritto da Marta Marra - Mercoledì, 29 Aprile 2026 10:39
Nel panorama della poesia italiana contemporanea, alcune tra le voci più significative sono di donne: un dato tanto più rilevante se rapportato alla secolare scarsità dell’attenzione critica nei confronti della produzione poetica femminile. A questa marginalità storica il presente contrappone, sul piano quantitativo e qualitativo, un fenomeno di portata inedita.
Romano Luperini, lo sguardo lungo di un soggetto plurale
Scritto da Andrea Cortellessa - Lunedì, 13 Aprile 2026 10:01
Un cane morto. È quello che mi appare sullo schermo quando sul maledetto uozzap occhieggia il messaggino di xxx che mi dice, mai senza faccetta d’ordinanza, che «è morto Romano». Ingoio una smorfia e googlo «morte Luperini», ma la notizia non è ancora divulgata; spunta invece uno scritto brevissimo dello stesso Romano: non lo conoscevo, lo leggo, non riesco a non commuovermi. S’intitola appunto Morte di un cane, e per questo lo ha suggerito il…
"L'inventore del tempo". Petrarca e i poeti del modernismo italiano
Scritto da Giuseppe Bonifacino - Domenica, 15 Febbraio 2026 16:26
È quasi d’obbligo, per tornare, una volta di più, a riflettere sulla “funzione-Petrarca” nella lirica del nostro primo Novecento [...] prendere le mosse da un presupposto come pochi altri consolidato e condiviso: quello della sua contrapposizione – emblematica, sia sul piano delle poetiche che su quello del canone a parte obiecti – alla “funzione-Dante”.
Una candela che brucia da ambo i lati
Scritto da Riccardo Donati - Domenica, 15 Febbraio 2026 12:59
Carmen Gallo traduce per BUR “Romeo e Giulietta”, facendocene riscoprire l’incandescente carnalità, antagonista di ogni necropolitica.
Ma soprattutto non permettere che nessuno ti rubi l’anima. Un libro di Enrico Testa
Scritto da Francesca Rigotti - Sabato, 14 Febbraio 2026 19:21
Come «squittenti bestiole del senso» Non c’è bisogno di conoscere il mito al completo e nemmeno gli antefatti della storia per godere dell’antica tragedia Filottete di Sofocle. Nel Prologo infatti Odisseo spiega a Neottolemo, che lo accompagna nell’impresa, tutto quello che il pubblico di ascoltatori o lettori ha bisogno di sapere: che Filottete è figlio di Peante, che Odisseo ricevette dai comandanti dei Greci l’ordine di abbandonarlo sull’isola di Lemno con una piaga purulenta al…
Contro l’accademia neoliberale: appunti dalla Normale nell’era del merito
Scritto da Collettivo SNS - Martedì, 04 Novembre 2025 08:21Nanni Balestrini, lo scandalo della ragione
Scritto da Andrea Inglese - Domenica, 28 Settembre 2025 13:22Un coraggio da fantascienza. Ricordo di Luca Rastello
Scritto da Andrea Cortellessa - Domenica, 18 Maggio 2025 12:34
E così, alla fine, l’ha avuta vinta la scienza. Ma Luca Rastello, che invece tanto amava la fantascienza, ha tenuto duro così a lungo che avevamo finito per abituarci al miracolo: noi, che ai miracoli siamo stati educati a non crederci. Senz’altro era più laica di me l’amica comune che ci aveva presentati, Lidia De Federicis, che negli ultimi tempi mi telefonava essenzialmente per parlarmi di due suoi amici (che ora, come lei, non ci…
«La terra come elemento universale che accoglie il seme e lo nutre»: dentro TerraRossa Edizioni. Intervista a Giovanni Turi
Scritto da Elisabetta Perrucci - Mercoledì, 07 Maggio 2025 13:09
Durante l’anno accademico 2024/2025, in occasione delle lezioni e dei seminari svolti sulla storia dell’editoria letteraria italiana e organizzati dal Prof. Fabio Moliterni presso l’Università del Salento, il direttore della casa editrice TerraRossa Edizioni, Giovanni Turi, ha dato la possibilità di conoscere la sua realtà editoriale attraverso questa intervista.

