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Tra gli uliveti pugliesi la magia sopravvive ancora: lo fa di nascosto, in silenzio, scorrendo come un fiume carsico tra le vite e le memorie di chi ha ereditato le conoscenze delle antiche masciare e degli antichi guaritori. Le formule magiche sono state tramandate nel tempo, soprattutto oralmente, alimentando un patrimonio di saperi e gesti capace di resistere al cambiamento storico e generazionale e di giungere fino alla nostra contemporaneità.

"Dalla carta alla carne". Poetiche dell’ironia in Lino Angiuli scritto da Fabio Moliterni «Ogni codice linguistico-culturale che pretenda all’unicità, pretende anche a una posizione originaria di verità. Nel momento invece in cui si pone in correlazione con altri codici linguistico-culturali, i suoi significati diventano subito problematici». Dell’affermazione di Guglielmi va approfondita una questione fondativa che bene si lega all’esperienza poetica di Angiuli.

Tutto il teatro a Malandrino di Rina Durante, pubblicato per Bulzoni nel 1977, in una collana diretta da Ferdinando Taviani, si presenta come un’autobiografia identitaria condivisa, dal carattere corale e polifonico, non ascrivibile a nessun genere letterario canonizzato.

«Ho trasmesso informazioni e ho venduto idee». Così Sergio Fontegher Bologna riassume in Vivere su linee di confine (p. 149) le fasi della sua attività di intellettuale, la prima dedicata all’insegnamento universitario della storia del movimento operaio, la seconda alla consulenza professionale nell’ambito della logistica marittima e portuale.

Il volume di Andrea Giardina, Le parole del cane. L’immagine del cane nella letteratura italiana del Novecento (Firenze, Le Lettere, 2009, pp. 269) è un’occasione per riflettere su una fenomenologia che si sta imponendo nel panorama culturale contemporaneo: il misurarsi dell’identità del soggetto con il dominio del “non-umano”. Nel sistema di percezione del reale, per via di un sapere polimorfo che sconfina nei territori dell’antropologia e del pensiero (bio-)politico, si instaura un’interrogazione sul tema dell’identità…

«E pure mó lle chiàmene “biduìne». La poesia dialettale di Albino Pierro Scritto da Antonio Pio Rosano I due volumi pubblicati recentemente dalla casa editrice Carocci, Tutte le poesie a cura di Pasquale Stoppelli e Tutte le prose a cura di Giorgio Delia, sono testimonianza tangibile di un rinnovato interesse nei confronti della scrittura di Pierro, e in particolare, per quanto attiene al versante lirico della sua opera, di quella svolta dialettale del 1959-1960, ancora…

Nel panorama della poesia italiana contemporanea, alcune tra le voci più significative sono di donne: un dato tanto più rilevante se rapportato alla secolare scarsità dell’attenzione critica nei confronti della produzione poetica femminile. A questa marginalità storica il presente contrappone, sul piano quantitativo e qualitativo, un fenomeno di portata inedita.

Un cane morto. È quello che mi appare sullo schermo quando sul maledetto uozzap occhieggia il messaggino di xxx che mi dice, mai senza faccetta d’ordinanza, che «è morto Romano». Ingoio una smorfia e googlo «morte Luperini», ma la notizia non è ancora divulgata; spunta invece uno scritto brevissimo dello stesso Romano: non lo conoscevo, lo leggo, non riesco a non commuovermi. S’intitola appunto Morte di un cane, e per questo lo ha suggerito il…

È quasi d’obbligo, per tornare, una volta di più, a riflettere sulla “funzione-Petrarca” nella lirica del nostro primo Novecento [...] prendere le mosse da un presupposto come pochi altri consolidato e condiviso: quello della sua contrapposizione – emblematica, sia sul piano delle poetiche che su quello del canone a parte obiecti – alla “funzione-Dante”.