...tutto quanto è iniziato l’estate scorsa con la scissione fra Milano e Torino, quando ancora era inimmaginabile che potessi diventare direttore del Salone del Libro. La sfida è stata dimostrare che l’editoria indipendente poteva benissimo reggere il passo dei grandi editori. Siamo andati a cercare editori, autori, bibliotecari e librai da coinvolgere in diversi progetti. In sostanza, abbiamo cercato di realizzare un Superfestival, un luogo in cui i maggiori festival italiani si dessero appuntamento, proponendo ciascuno contenuti di grande valore: da una ragnatela di incontri ben fatti nascono progetti sensati.

Storie brevi, nate da romanzi “smembrati” senza rimpianto: è questa la genesi di alcuni racconti confluiti nel libro I difetti fondamentali, di Luca Ricci. Ad affermarlo, in un’intervista con Vanni Santoni pubblicata su minima&moralia, è proprio l’autore, che pure un po’ se ne stupisce – «Cioè ti rendi conto?», dice al suo interlocutore –; eppure non si tratta di una recente scoperta: Ricci è al suo quinto volume di racconti, è stato definito da Andrea Cortellessa «il virtuoso più consumato della tecnica del racconto in Italia»

Nell’attitudine al racconto di Rabito è possibile individuare due traiettorie convergenti, quella della ristrutturazione dell’esperienza privata e quella della riorganizzazione dell’esperienza comunitaria, entrambe tese a confermare la presenza del soggetto preso a sé e collocato nella comunità d’appartenenza; si potrebbe dire, anzi, che Rabito si avverte realmente integrato solo quando può farsi narratore di e nel gruppo di riferimento, sia esso la famiglia, il popolo minuto e, come vedremo, il pubblico virtuale per il quale decide di mettersi a scrivere.

Con La ferocia Nicola Lagioia rivendica e mette in pratica il diritto/dovere – a suo dire – di ogni scrittore: sondare le profondità e le zone d’ombra dell’animo umano alla ricerca di un’idea non univoca dell’uomo e del mondo. Nel romanzo il mezzo attraverso cui questa ricerca viene portata avanti è il genere noir, occasione per indagare su corruzione e giochi di potere (che ben rappresentano uno dei volti del Sud e dell’intera Italia) passando per il racconto delle vicende della famiglia Salvemini.

Fantascienza? è uno studio ambizioso che coglie nel segno: Cassata ricostruisce, passo dopo passo, situazioni e background dell’officina delle short stories leviane, addentrandosi in una selva resa particolarmente insidiosa dai giudizi fuorvianti che hanno ricondotto la vena creativa del Levi alle sole esperienze del Lager.

Attraverso tali ricostruzioni Cassata recupera quel filo conduttore che lega Storie Naturali a Vizio di forma senza appellarsi insistentemente alla memoria del Lager. I quesiti affrontati sono numerosi: a partire da quelli più generici, legati alla definizione di una fantascienza italiana svincolata da quella americana, a quelli particolari, come la continuità o discontinuità fra i racconti delle diverse raccolte.