Tra la scrittura in versi e quella in prosa di Giovanni Bernardini c’è sempre stato uno stretto rapporto, sia per la presenza di alcuni temi in comune sia per il carattere discorsivo, prosastico della poesia che non è mai venuto meno nel corso degli anni. Anche quest’ultima raccolta, Nel buio la Parola (Monteroni di Lecce, Edizioni Esperidi, 2016) divisa in cinque sezioni, si ricollega, per evidenti affinità tematiche e ideologiche, al volumetto in prosa immediatamente precedente, Il Vecchio e l’Ombra (Dialoghetti) (2016). Qui, in venti capitoletti in forma di dialogo, Bernardini aveva esposto la sua “visione negativa” dell’esistenza umana, ispirata, come confessa egli stesso, a certi libri dell’Antico Testamento, ai tragici greci, all’amato Leopardi e ad altri pensatori più recenti, come il filosofo romeno E. M. Cioran. In un dialoghetto si definisce un “agnostico” che non possiede certezze “né di credente, né di ateo”, preferendo non pronunciarsi “dinanzi al mistero che avvolge tutto l’esistente”.

Luigi Scorrano ha svolto una lunga e apprezzata attività come critico letterario, nel corso della quale ha pubblicato numerosi studi, ben noti agli specialisti, su Dante e il dantismo novecentesco, Ariosto, d’Annunzio e su vari scrittori contemporanei, tra i quali ricordiamo almeno Alberto Bevilacqua e Cesare Giulio Viola, fatti oggetto di due monografie. Nel 2013 ha esordito come narratore con un libro di racconti, "L’uomo che guarda le stelle e altre storie di Natale", apparso presso l’Editrice Salentina di Galatina. Ora si presenta al pubblico dei lettori anche come poeta con "Scritture feriali. Poesia 2015-2016," pubblicato nel 2017 presso le Edizioni Grifo di Lecce nella collana “Prosa poesia” diretta da Antonio Resta.

"Questo e altro. Poesia e altri saperi" - Ciclo di seminari a cura del Centro di ricerca PENS: Poesia contemporanea e Nuove Scritture

 Il 13 dicembre 2017 alle ore 15.00 presso l’aula 6 (Sperimentale 2 - Università del Salento), si terrà il primo incontro del ciclo “Questo e altro. Poesia e altri saperi”, titolo che si ispira alla rivista letteraria fondata da Vittorio Sereni negli anni Sessanta.

 Il seminario inaugura le attività del Centro di ricerca “PENS: Poesia contemporanea e Nuove Scritture” per l’a.a. 2017-2018; gli incontri in programma, tenuti da docenti dell’Università del Salento e di altre Università, affronteranno le relazioni che intercorrono tra la scrittura in versi e le altre forme di sapere (storia, filosofia, geografia, musica), attraverso l’analisi testuale di opere di autori contemporanei. In particolare, nell’ambito della rassegna, sarà riservato ampio spazio al confronto tra poesia e canzone, con un ‘ciclo nel ciclo’ dal titolo “Il suono e l’inchiostro” previsto per il II semestre.

 Il primo seminario, "Il linguaggio allo specchio. Oltranza e oltraggi nella poesia di Andrea Zanzotto", dedicato al dialogo tra poesia e filosofia, sarà tenuto da Michele Truglia (Università Statale di Milano).

La poesia di Gerardo Trisolino oscilla costantemente tra due poli: l’io e il mondo, la dimensione privata e quella pubblica, il ripiegamento interiore e la riflessione sul reale, sulla storia, sulla società. "Odio Ménière" ricalca questo schema bipolare nelle sezioni in cui è articolata: la sfera intima, privata dell’autore che, giunto a una certa fase della sua vita, fa una sorta di bilancio esistenziale; gli aspetti e i problemi della società odierna ma anche del recente passato. Infine, quasi come una pausa tra questi due momenti, si colloca Poesie alla macchia, una riflessione sulla poesia e sul posto che essa occupa nel mondo d’oggi.

La poesia di Umberto Fiori trae forma da un ineludibile e costante confronto con la canzone e con la sua “parola incarnata”. “Confrontarsi –come affermerà il poeta stesso – non significa adeguarsi”, al contrario, vuol dire essere consapevoli dei contrasti e delle differenze che sussistono nei legami tra musica e poesia per far sì che quest’ultima possa rivendicare “le ragioni profonde e antiche della propria disincarnazione” senza, tuttavia, rinunciare alle contaminazioni contemporanee.

Pochi mesi prima del suo suicidio, nel 1984, Nadia Campana unisce sotto il titolo Verso la mente una cinquantina di componimenti – la maggior parte dei quali inediti – in un dattiloscritto che sarà pubblicato nel 1990 dalla casa editrice Crocetti, assieme ad altre tre poesie che nei disegni dell’autrice sarebbero dovute rientrare nella raccolta. Il volume, curato da Milo De Angelis e Giovanni Turci, negli anni è diventato introvabile, motivo che ha spinto l’editore Raffaelli a ripubblicarlo, nel 2014, in un’edizione allestita dagli stessi curatori, cui si è aggiunta Emi Rabuffetti, e a ripresentare sullo scenario letterario italiano l’opera della poetessa lombarda, scomparsa all’età di trentuno anni.

Intervista concessa per e-mail il 18 giugno 2017. Biagio Cepollaro (1959) è critico letterario e poeta. È stato fondatore, insieme a Mariano Baiano e a Lello Voce, della rivista “Baldus” (1990–1996) dedicata alla sperimentazione letteraria. Teorico del “postmoderno critico”, è stato tra i promotori del Gruppo 93, considerato un gruppo di avanguardia letteraria. 

Nella raccolta poetica "Incontri e agguati", pubblicata nel 2015 da Mondadori, Milo De Angelis sembra calare il lettore, più volte invocato come amico, in una dimensione intima e familiare, come se volesse prenderlo per mano e condurlo in un viaggio fra ricordi e sentimenti, mettendo a nudo un io lirico che prova a riavvolgere il nastro della sua esistenza, confrontandosi col passato e preparandosi ad un impatto inevitabile con la morte.

Il 14 settembre 2012 si spegneva Roberto Roversi. Pubblichiamo questo articolo per ricordarlo.

Antonio Tricomi ha appena pubblicato Cronache letterarie (Galaad, Giulianova 2017, pp. 305, euro 15,00). Che la quarta di copertina presenta così: «Ovviamente queste non sono cronache letterarie. Non inseguono infatti, né desiderano vagliare sistematicamente le principali novità editoriali. Scelgono piuttosto di sondarne pazientemente alcune con l’intento di valorizzare la tradizionale attitudine del saggismo: prodursi in classici esercizi di critica della cultura. È dunque in primo luogo una riflessione sul nostro tempo quella che, pagina dopo pagina, lentamente emerge dall’assiduo corpo a corpo con scrittori quali Affinati, Broch, Carrère, De Angelis, DeLillo, Dürrenmatt, Falco, Houellebecq, Jünger, Lagioia, Pynchon, Joseph e Philip Roth, Saviano, Siti, Vasta. Così, mentre pur ne ammette l’ormai cronica sterilità sociale, Tricomi comunque si ostina a scorgere nella critica letteraria un raffinato strumento di conoscenza». Si offrono, qui di seguito, due di queste “cronache letterarie”.