Pàvana, immersa tra i pendii appenninici a ridosso di quel Limentra che “canta e mormora e fischióla”, dista pochi minuti d’autobus dalla stazione di Porretta Terme, ultima fermata della Porrettana. A Pàvana si deve arrivare in treno per “entrare in sintonia col passo lento gucciniano” e con le ataviche radici di questa terra. Memori di quanto Pavese narrava ne La bella estate (“Mi tornò in mente nel buio quel progetto di attraversare le colline, sacco in spalla, con Pieretto. Non invidiavo le automobili. Sapevo che in automobile si attraversa, ma non si conosce una terra”), e lasciato il “groviglio di binari e tralicci di Bologna” saliamo su questa piccola locomotiva regionale. Il  treno va, come uno dei tanti presenti nei testi di Francesco Guccini, come quel piccolo treno di Incontro da cui, quasi presaghe di un’epifania improvvisa, appaiono, intraviste “nel buio”, “luci di case” ad indicare un’inattesa possibilità di vita nel consueto inganno del vivere. Dentro gente semplice; una donna mi ascolta parlare e con occhi commossi mi dice di conoscere Raffaella, la moglie di Francesco e mi augura buona fortuna. Sono belle persone, qui, disarmate e accoglienti. Qui “dov’è già Toscana, ma la voglia di raccontare è ancora tipica dell’Emilia”, l’autore sviluppa quello che Roberto Roversi definisce il “metodo di un cantastorie”, di chi cioè, visceralmente legato ad una tradizione popolare fatta di oralità, lungi dall’essere mero musicista o paroliere, ha saputo costruire, per usare la parole di Dario Fo, “un discorso interminabile: sull’ironia, sull’amicizia, sulla solidarietà”. 

Presentazione dei libri:

 

  • La poesia dialettale di Nicola G. De Donno, a cura di Antonio Lucio Giannone, Lecce, Milella, 2016

 

  • Nicola G. De Donno, Tutte le poesie. Primo volume, a cura di Simone Giorgino, Lecce, Milella, 2016

 

 Sabato 13 maggio alle ore 19.00 nella Sala Etnografica del Museo Civico di Maglie, in via Vittorio Emanuele 117, il Prof. Angelo Stella (Presidente del Centro Nazionale di Studi Manzoniani) presenterà due volumi dedicati a Nicola G. De Donno, uno degli esponenti più significativi della poesia neodialettale del Novecento: Tutte le poesie, a cura di Simone Giorgino, (Lecce, Milella, 2016) che riunisce per la prima volta in un solo volume tutta la produzione poetica dell’autore magliese e La poesia dialettale di Nicola G. De Donno, a cura di Antonio Lucio Giannone, che raccoglie gli Atti della Giornata di studi svoltasi a Maglie il 18 aprile 2015 e che si configura come lo strumento di studio attualmente più completo esistente sulla sua opera.

Nella poesia di De Donno la dimensione locale assurge a paradigma universale; l’apparente umiltà del dialetto non ha meno potenzialità poetiche dell’italiano e permette all’autore di affrontare non solo impegnativi temi civili e sociali, ma anche di ordine simbolico e metafisico.

Interverranno Ernesto Toma (Sindaco di Maglie), Vincenzo Zara (Rettore Università del Salento), Antonio Del Vino (Presidente del CUIS) e i curatori dei volumi: Antonio Lucio Giannone (Ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea ­– Università del Salento) e Simone Giorgino (Coordinatore del Centro di Ricerca PENS – Poesia contemporanea e Nuove Scritture).

Pier Paolo Pasolini era un’icona ben prima di morire. Ma pochi, ancora oggi, sanno quali siano stati i suoi ultimi appuntamenti pubblici prima della morte, e anche i salentini ignorano che essi avvennero proprio qui: a Lecce e poi a Calimera. Il penultimo fu al liceo classico Palmieri, da sempre un faro culturale della città. L’ultimo incontro avvenne invece a Calimera, nel cuore dell’area grica. Per gli interessi dello scrittore friulano, che aveva incluso alcuni testi in grico nel suo Canzoniere popolare, si trattò di un fatto naturale, anche se l’incontro calimerese fu del tutto improvvisato: ma gli si proponeva l’occasione imperdibile di ascoltare dalla viva voce dei cantori popolari quello che conosceva ancora solo da fonti scritte, e Pasolini la colse al volo.