Poche centinaia di metri separano la stazione ferroviaria di Casarsa della Delizia dal Centro Studi Pier Paolo Pasolini, sorto all’interno della casa appartenuta alla madre Susanna Colussi. Qui Pasolini aveva trascorso l’estate del 1941 e sperimentato il friulano delle Poesie a Casarsa (Mario Landi, Bologna, 1942); a seguito dell’inasprimento del conflitto mondiale, nel 1942 la famiglia Pasolini, tranne il padre Carlo Alberto, internato in un campo di concentramento in Kenya dal 1941, trova proprio a Casarsa un rifugio più sicuro rispetto Bologna, dove Pier Paolo frequentava la facoltà di lettere. Proprio a Bologna Pasolini, insieme a Serra, Leonetti e Roversi, aveva visto sfumare il progetto di una rivista letteraria, «Eredi»; maggiore fortuna spettò tre anni dopo, nel 1944, alla creazione dello «Stroligut di cà da l’aga», che testimonia secondo Nico Naldini «la ricerca di una lingua pura, vergine di ogni consumo ed elaborazione letteraria, attinta nel suo stato nascente dentro la grande selva delle lingue nate dal latino volgare: barbarica e cristiana»[1]. Nello stesso anno Pasolini compone il dramma I Turcs tal friul, ambientato ai tempi delle invasioni turche in Friuli (1499) e allegoria dell’invasione nazista; gli eventi narrati nel dramma sono attestati da una lapide votiva contenuta nella Chiesa di Santa Croce[2], monumento ritenuto tra i più pregevoli a Casarsa e luogo dei funerali di Pasolini, celebrati il 6 novembre del 1975[3].