Autore: Roberto Santoro

Sono passati sessant’anni dall’uscita di On the Road, la leggenda del “rotolo” interminabile e della scrittura che viaggiava rapida ai ritmi del Bebop, esattamente come le varie macchine o autocarri di fortuna impiegati nei viaggi di Neal Cassady e compagni.

È il tempo dell’attesa, e all’attraversamento dell’attesa è dedicato un saggio del gesuita Antonio Spadaro: quell’attesa si lega ai temi dell’abbandono e della separazione dall’amato nella narrativa di Pier Vittorio Tondelli. Nella sua ostinata ricerca di una «letteratura come esperienza», della scrittura e della lettura come atti di «decifrazione della realtà», Spadaro sbroglia a modo suo la fenomenologia tondelliana, concentrandosi su quell’«attraversamento dell’addio» che è il perno del romanzo Camere Separate.

Alla fine degli anni Settanta c’erano il vhs, l’analogico, le videocassette con gli episodi di Star Trek o Battlestar Galactica che i marines statunitensi nelle basi giapponesi passavano ai loro amici del Sol Levante per la gioia degli appassionati di fantascienza. In cambio gli americani ottenevano qualche puntata di Astroboy, la serie sul bambino meccanico dal cuore umano che ha segnato la storia del manga nipponico. Più avanti, ma siamo già alla metà degli anni Ottanta, alle ragazze italiane batteva il cuore per una cassetta di Ranma ½, altro manga famosissimo, curiosa storia di un papà che a contatto con l’acqua si trasforma in panda, e del figliolo judoka, Ranma, che invece bagnandosi diventa una ragazza. Per i più grandicelli c’era Akira, il film di animazione del 1988 che ebbe uno straordinario successo nei Paesi occidentali: chi scrive ha ancora in testa l’ossessiva colonna sonora del film, il crepuscolo di Neo Tokyo, la capitale uscita distrutta dalla Terza guerra mondiale, in un 2019 dove regnano caos e bande di motociclisti mutanti.