Singula enumerare e omnia circumspicere: così Gian Carlo Roscioni sintetizzava le caratteristiche fondamentali della progettualità e della scrittura di Carlo Emilio Gadda, e tali principi sono rispettati anche nelle proposte di lettura avanzate in Un meraviglioso ordegno, volume che raccoglie gli Atti del Convegno internazionale di studi sul Pasticciaccio svoltosi a Basilea dal 9 all’11 maggio 2012. Si tratta, infatti, di contributi che, partendo dall’analisi di alcuni aspetti particolari del capolavoro del «Gran Lombardo», possono rivelarsi dirimenti ai fini di un’esegesi complessiva.

Manganelli, come Minerva dal cervello di Giove, nasce già maturo, scrittore dalle caratteristiche già ben definite, e del resto nel 1964 all'epoca del primo romanzo ha già quarantadue anni. Con la sua sintassi elaborata e le fantasticherie visionarie affonda le sue radici nella letteratura italiana del secolo diciassettesimo, tra Rinascimento e Barocco. Forte di tutta la carica innovatrice e sovversiva del suo manierismo letterario, demolisce senza pietà, sia nell'attività di scrittore che in quella di critico e teorico letterario, tutta la letteratura dell'Ottocento e del Novecento dalle intenzioni educative o virtuosamente didascaliche e ideologiche, con le sue pretese di realismo. Demolisce la figura dello scrittore come intellettuale impegnato, la pretesa di contare qualcosa nella storia e nella società e il romanzo come tradizionale narrazione di fatti.

Conosco Omar Di Monopoli da dieci anni: da quando cioè ha esordito con Isbn col suo primo romanzo Uomini e cani. Adesso, dopo altri due romanzi e una raccolta di racconti, Omar è approdato a Adelphi con l’ultimo Nella perfida terra di Dio. Posso dire di far parte della nutrita schiera di suoi lettori che ha esultato alla notizia del passaggio, qualche mese fa: per me Omar, che vive a dieci chilometri da dove vivo io, è stato un punto di riferimento costante, e la sua scrittura una sorta di sorella maggiore per la mia.