Bene ha scritto "San Giuseppe Desa da Copertino. A Boccaperta" nel 1970 e solo a distanza di sei anni, nel 1976, il testo sarà pubblicato in un volume edito per i tipi di Einaudi. Nella quarta di copertina del volume si legge che questi scritti non son pubblicati nella semplice veste di ‘supporto’ preliminare a opere cinematografiche o a pièces teatrali, ma presentati al pubblico nella loro valenza squisitamente letteraria. Dotto parla di "A Boccaperta" come di «sceneggiatura cinematografica dedicata a San Giuseppe da Copertino». Tuttavia da questa ‘sceneggiatura cinematografica’ l’autore sceglierà di non trarre mai un film.

Dopo la pubblicazione di un volume sul Corto Maltese di Hugo Pratt, Stefano Cristante è tornato a occuparsi di paraletteratura e, in particolare, di graphic novel con il libro "Andrea Pazienza e l’arte del fuggiasco. La sovversione della letteratura grafica di un genio del Novecento" (Mimesis, 2017). Il Paz di Cristante, il «genio» del fumetto italiano è, pertanto, un «fuggiasco». Eppure non evade dalla realtà per scappare dai problemi: la abbandona perché ne è saturo.

‘l mal de’ fiori (Bompiani, 2000) è un poema scritto da Carmelo Bene tra il 1999 e il 2000 nella sua casa di Otranto, in un periodo di «isolamento assoluto» in cui l’autore è costretto a subire diversi trattamenti chemioterapici. Si tratta di un libro di ardua lettura in cui Bene, secondo Sergio Fava, «opera sul confine di precari equilibri semantici», tanto da dare al lettore l’impressione di percorrere «un labirinto orfano del Minotauro».