Autore: Antonio Lucio Giannone

Giovedì, 23 Novembre 2017 07:30

#versiasud 1. Gerardo Trisolino

La poesia di Gerardo Trisolino oscilla costantemente tra due poli: l’io e il mondo, la dimensione privata e quella pubblica, il ripiegamento interiore e la riflessione sul reale, sulla storia, sulla società. "Odio Ménière" ricalca questo schema bipolare nelle sezioni in cui è articolata: la sfera intima, privata dell’autore che, giunto a una certa fase della sua vita, fa una sorta di bilancio esistenziale; gli aspetti e i problemi della società odierna ma anche del recente passato. Infine, quasi come una pausa tra questi due momenti, si colloca Poesie alla macchia, una riflessione sulla poesia e sul posto che essa occupa nel mondo d’oggi.

Domenica, 12 Marzo 2017 13:20

Ritratti. Vittorio Bodini

Vittorio Bodini nasce a Bari il 6 gennaio 1914 da una famiglia di origine e tradizioni leccesi. All’età di tre anni, dopo la morte del padre,  ritorna con la madre  nel capoluogo salentino, dove frequenta le scuole fino al conseguimento della maturità classica presso il Ginnasio-Liceo «G. Palmieri». Nel 1931 fa il suo esordio sul settimanale «La Voce del Salento», fondato e diretto dal nonno materno, Pietro Marti, storico e giornalista locale, pubblicando articoli vari e prosette creative. L’anno successivo aderisce al futurismo e fonda il Futurblocco leccese, vivacizzando con polemiche giornalistiche e iniziative di vario genere l’ambiente culturale leccese. Pubblica poesie e prose anche su «Vecchio e Nuovo», un settimanale diretto da Ernesto Alvino, che per tutto il 1932 ospita le composizioni dei futuristi. Tra i suoi scritti di questi mesi si segnala il Manifesto ai pugliesi della provincia, firmato insieme a Elèmo d’Avila, mentre nel febbraio del 1933 dedica alcuni interventi alla mostra di aeropittura del coetaneo Mino Delle Site, che difende dagli attacchi dei “passatisti” locali.