Alighiero Boetti - Senza Titolo 1978

Quaderni del PENS

I Quaderni del Pens si presentano come una “officina”, uno spazio o un contenitore nel quale si raccolgono i risultati del lavoro critico svolto ogni anno dal Centro di ricerca. In particolare, la collana open access pubblica i contributi degli Atti dei seminari, dei Convegni e delle Giornate di studio promossi annualmente dal Centro; ricerche su materiale inedito, carte d’autore e scritti dispersi provenienti dagli Archivi letterari e dai Fondi di autori del Novecento; una selezione (peer review) di saggi e contributi vari. La collana è pubblicata da ESE Salento University Publishing.

  • Quaderni del Pens, 3, 2020. Questioni di poesia. Poeti del Novecento e contemporanei
    È online il terzo numero dei «Quaderni del PENS», disponibile al seguente link: http://212.189.136.205/index.php/qpens/issue/current I saggi qui raccolti hanno l’obiettivo di individuare alcune costellazioni di autori, opere e testi esemplari nella pratica della scrittura in versi dalla modernità fino ai nostri giorni. I contributi, che spaziano dalla poesia del primo Novecento a quella ultra-contemporanea, collocano al centro dell’analisi il testo poetico inteso come «luogo di lavoro», ne esplorano i meccanismi interni sul piano del linguaggio e dello stile e nello stesso tempo considerano i molteplici livelli che di volta in volta legano le forme letterarie al campo specifico della loro…
  • Quaderni del Pens, 2, 2019. Questo e altro
    È online il secondo numero dei «Quaderni del PENS», disponibile a questo link. Al suo interno, due saggi su Carmelo Bene di Alessio Paiano e Salvatore Di Noi; uno studio di Fabio Moliterni su Sciascia e Bodini; un lavoro su Giuseppe Berto a cura di Gabriele Carluccio. Per quanto riguarda la parte filologica, invece, potrete trovare due contributi: il primo, a cura di Simone Giorgino, riguarda l'Archivio di Girolamo Comi; il secondo, firmato da Giulia Vantaggiato, sullo Zibaldone leccese di Vittorio Bodini. Chiude il numero un'intervista di Daniela Massafra a Francesco Guccini.
  • Quaderni del Pens, 1, 2018. Con testo a fronte
    I “Quaderni del Pens” si presentano come una “officina”, uno spazio o un contenitore nel quale raccogliere i risultati del lavoro critico che ogni anno il Centro di ricerca realizza intorno a momenti e figure della letteratura italiana del Novecento e contemporanea. In questo primo numero della collana si pubblicano i contributi che sono stati presentati in occasione di un Ciclo di seminari, tenuti presso l’Università del Salento nel corso del 2017, dal titolo “Con testo a fronte. Poeti e testi del Novecento a confronto”, ai quali hanno partecipato studiosi e docenti dell’Università del Salento e di altre Università europee.
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"Dendrarium", Alexander Shurbanov

Alexander Shurbanov nato a Sofia (Bulgaria) nel 1941, è un poeta, traduttore, saggista, critico letterario e professore universitario, nonché dottore honoris causa nelle Università britanniche del Kent e del Surrey. È autore di sedici libri di poesia, tra le sue più recenti pubblicazioni Primosole (English and Bulgarian versions, Sofia, 2016), Paesaggio invernale con corvo (antologia in lingua macedone, Struga, 2016), Dendrarium (Sofia, 2017; versione inglese, 2019).

È il traduttore bulgaro dei Racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer, delle tragedie di Shakespeare, del Paradiso perduto di John Milton e della sua tragedia I nemici di Sansone, delle poesie di Dylan Thomas e di numerosi altri poeti anglofoni.

Nel 2020 sono state pubblicate in Bulgaria le sue traduzioni del Romeo e Giulietta di William Shakespeare e del Manfred di George Gordon Byron. Per oltre quarant’anni, Shurbanov ha insegnato Letteratura Inglese presso l’Università di Sofia e ha pubblicato numerosi libri di critica sia in patria che all’estero. È stato insignito della Medaglia d’Onore dell’Università di Sofia, del Premio Nazionale “Hristo G. Danov” per il suo contributo alla cultura.

 

«Utilizzando il latinismo intraducibile Dendrarium risulta evidente il taglio che l’autore, Alexander Shurbanov, intende imprimere al titolo e quindi all’opera: quello di una lingua classica, un qualcosa di nobile che sta scomparendo, destinato alla memoria. […] Dendrarium è un luogo simbolico dove si incontrano due mondi. Prendendo in prestito la definizione di Edoardo Albinati vedrei Dendrarium come «il luogo dell’imagery» nella relazione tra uomini e alberi, dove gli uni e gli altri interagiscono, immaginario dove le loro storie – e quindi anche la vita reale – s’intrecciano e dove gli alberi godono sempre di un tono rispettoso e, oserei dire, ossequioso, da parte del Poeta, nonostante la poesia vibri di intense note di giocosità e ironia e la semplicità dei testi, mai oscurata da alcuna banalità, mi appaia come una complessità risolta. » (dalla postfazione di Valentina Meloni)

 

Valentina Meloni, è nata a Roma nel 1976. Scrive poesie, saggi, aforismi e racconti da diversi anni. Ha pubblicato sei libri di poesia, uno di racconti e tre di fiabe illustrate.
Inoltre ha dato alle stampe diverse plaquettes numerate.
Suoi testi sono stati tradotti in inglese, francese, cinese, giapponese, arabo, bulgaro, spagnolo e sono apparsi in blog, riviste e quotidiani internazionali. Ambasciatrice della voce per la Poetry Sound Library.
Scrive in riviste letterarie e culturali e nei suoi blog di eco-poesia ed ecologia profonda.

 

“Dendrarium”, Alexander Shurbanov (Fogli di Via, 4), a cura di Valentina Meloni; traduzioni di Valentina Meloni, Francesco Tomada

 

Troverete maggiori informazioni sul volume al seguente link:

https://musicaos.org/dendrarium-alexander-shurbanov-4/