Mercoledì, 05 Dicembre 2018 14:51

Quaderni del Pens, 1, 2018. Con testo a fronte

Scritto da Centro di ricerca PENS

I “Quaderni del Pens” si presentano come una “officina”, uno spazio o un contenitore nel quale raccogliere i risultati del lavoro critico che ogni anno il Centro di ricerca realizza intorno a momenti e figure della letteratura italiana del Novecento e contemporanea. In questo primo numero della collana si pubblicano i contributi che sono stati presentati in occasione di un Ciclo di seminari, tenuti presso l’Università del Salento nel corso del 2017, dal titolo “Con testo a fronte.  Poeti e testi del Novecento a confronto”, ai quali hanno partecipato studiosi e docenti dell’Università del Salento e di altre Università europee.

 

I saggi presenti nella prima sezione si occupano di un fenomeno che, secondo le parole di Pier Vincenzo Mengaldo (nella sua Introduzione ai Poeti italiani del Novecento, Mondadori 1990), assume in Italia un’importanza centrale a partire almeno dal periodo tra le due guerre, quando si assiste alla volontà di “apertura europea” che caratterizza la cultura post-rondesca e che spinge ad ampliare o diversificare i contatti e gli scambi con altre lingue e letterature, oltre l’esclusiva mediazione francese, “quasi d’obbligo” per la letteratura dell’Ottocento (pp. XXX-XXXI). Il diffondersi delle traduzioni d’autore, il misurarsi “ubiquo” con mondi linguistici e letterari “alieni e anche remoti” sono la testimonianza della volontà di aggiornamento della cultura italiana, documentano la crisi o il declino delle tradizioni ma anche la necessità di “rimotivare” la scrittura letteraria all’altezza del presente; indicano la “compresenza” nei grandi scrittori del Novecento di almeno tre anime, quella di poeta o narratore, traduttore e critico (p. XXXII): si pensi alla couche ermetica e alla funzione delle traduzioni dallo spagnolo nel saggio di Paolo Zublena; all’attività di mediatore tra Italia e Spagna compiuta da Vittorio Bodini, al centro del contributo di Leo Luceri; e ancora all’opera di traduttore (e di autore tradotto) di Eugenio Montale tutt’altro che pacificata, come risulta dall’intervento di Patrizia Guida; e infine allo sperimentalismo espressivo di Vincenzo Consolo indagato da Irene Romera Pintor.

 

La seconda sezione di questo numero, in linea con le aree di ricerca del Centro Pens e del settore della Letteratura italiana contemporanea del nostro Dipartimento, è dedicata alla pubblicazione di inediti, carte d’autore e documenti provenienti dagli archivi di autori del Novecento. In questo caso si è scelto di pubblicare due testi che provengono dall’Archivio Vittorio Bodini, raccolti e sistemati da Simone Giorgino, che documentano i rapporti tra il poeta salentino e lo spagnolo Rafael Alberti.

L’ultima sezione, infine, intitolata “Pens papers”, intende offrire spazio ai giovani e alle giovani studiose dell’Università del Salento, con una selezione dei loro migliori saggi che nel corso dell’ultimo anno sono stati pubblicati sulla rivista on line del Centro (www.centropens.eu). I  contributi di Roberta Caiffa su Amelia Rosselli, di Anna Chiara Strafella su Vincenzo Rabito, di Simone Giorgio su Giorgio Vasta vertono ancora sui fenomeni di “extra-territorialità”, di scambi o conflitti tra culture e di sperimentazioni intorno al linguaggio, come aspetti cruciali che attraversano tutta la letteratura del Novecento fino ai nostri giorni. Riflettono sull’urgenza che hanno soltanto gli scrittori “veri” di porsi di fronte alla (propria) scrittura “con testo a fronte”, con uno strabismo indispensabile per tentare di colmare – o di abitare – lo iato esistente tra le parole e le cose, il “mondo scritto” e il “mondo non scritto”, le lingue ufficiali e quelle “minori”. 

 

Il numero è scaricabile gratuitamente da questi link:

 

http://siba-ese.unisalento.it/index.php/qpens/index

http://siba-ese.unisalento.it/index.php/qpens/issue/view/1604

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